Il ragazzo accusato da Alex Manna di aver ucciso Zoe Trinchero racconta a Dentro la notizia la notte del tentativo di linciaggio, quando una folla furiosa si è radunata sotto casa sua mentre dormiva.
L'autopsia avrebbe rivelato che Zoe sarebbe morta per un colpo ricevuto alla nuca e che probabilmente, quando Alex l'ha gettata dal parapetto, sarebbe ancora potuta essere salvata. Lui invece sarebbe corso a casa a cambiarsi e poi avrebbe iniziato a raccontare agli amici che ad aggredirli e a uccidere Zoe sarebbe stato Naudy Carbone, che racconta la sua versione durante la trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi.
Il giovane spiega: "Le voci alte, le urla di questo gruppo di persone hanno svegliato tutte le persone del palazzo. Comunque gli stessi avevano intenzioni veramente anche di cattiva vendetta e urlavano le solite frasi che si indirizzano a persone di colore, erano non soltanto arrabbiati, erano proprio furiosi". Il ragazzo aggiunge: "Io mi chiedevo quale fosse la motivazione, quindi urlavano le frasi che abbiamo sentito e comunque si leggono, negro".
Il giovane spiega di aver temporeggiato: "Pensavo che ci fosse qualcuno che o giocasse o magari stava litigando proprio lì adiacente alla strada. Invece poi ho capito che quelle frasi si indirizzavano a me, chiedevano anche se abitassi lì, quindi chiedevano se c'era un ragazzo nero coi capelli rasta che abitasse lì".
A quel punto ha chiamato i soccorsi: "Una volta capito il discorso, ho chiamato velocemente il 112 ed è arrivata la volante dei carabinieri tempestivamente. I carabinieri hanno deciso in quel momento lì di portarmi direttamente via in macchina con la volante. Siamo andati in caserma e si è sventato il peggio".
Carbone ammette: "La paura c'è stata quando ho chiamato il 112 perché avevo la paura che arrivassero in casa. Lì non avrei avuto via di scampo". Aggiunge: "Ho provato a parlare con il gruppo di signori che erano veramente arrabbiati e l'intento era quello, però era impossibile, il carabiniere ha trovato la soluzione di andare direttamente via tenendo un po' la folla e cercando di entrare in macchina".
Il giovane è rimasto in caserma "fino al mattino, era già mattina, però era proprio mattina presto e lì per lì ero anch'io scosso, incredulo della situazione perché hanno portato via me in macchina, quindi non capivo il perché mi trovassi dai carabinieri in quel contesto".
Sul perché Alex abbia puntato il dito contro di lui, spiega: "Non lo conoscevo assolutamente. Il discorso è che è ormai chiaro che c'è stata una forte diffamazione online verso i miei confronti che però già durava da tempo, praticamente da inizio di gennaio hanno cominciato a mettere questi post".
Zoe Trinchero, 17 anni di Nizza Monferrato, sarebbe stata uccisa da Alex Manna, 19 anni, che l'avrebbe ossessionata con le sue attenzioni. Il delitto si sarebbe consumato poco dopo la mezzanotte in un cortile privato. Alex, che praticava pugilato, le avrebbe sferrato violenti pugni al volso e avrebbe tentato di strangolarla, per poi gettarla da un parapetto nel canale sottostante con un volo di circa 5 metri. L'autopsia avrebbe stabilito che Zoe sarebbe stata ancora viva quando è stata scaraventata nel torrente e che la morte sarebbe avvenuta per i traumi dovuti alla violenta caduta. Alex Manna è in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi.