A Verità Nascoste, condotto da Milo Infante in prima serata su Retequattro, va in onda la testimonianza dell'avvocato Piercarlo Collivignarelli, nel 2007 assessore alla Sicurezza del Comune di Garlasco. Il 13 agosto 2007, giorno dell'omicidio di Chiara Poggi, Collivignarelli si trovava in via Pascoli, davanti alla villetta della famiglia Poggi, e assistette alle prime operazioni compiute sulla macchina di Alberto Stasi.
"Quel giorno c'erano tre macchine dei Carabinieri davanti e dietro c'era la macchina di Stasi", racconta l'ex assessore. Accanto all'auto ci sarebbero stati due carabinieri della stazione di Garlasco e l'allora maresciallo Roberto Luigi Pennini: "La macchina di Alberto fu aperta in ogni dove: nelle portiere, al di sotto, verificarono le gomme. Si sedettero sulla macchina, guardarono il portaoggetti, sotto il volante. L'hanno scandagliata nei minimi particolari". Collivignarelli si sofferma sui tappetini: "Sono stati alzati, rimossi, osservati alla luce del sole e la stessa cosa avveniva sia dalla parte del guidatore che dalla parte del passeggero. Anche i tappetini posteriori, molto più piccoli, venivano asportati, guardati e poi rimessi a posto, dopo aver verificato cosa poteva esserci al di sotto".
L'avvocato descrive anche le modalità con cui si muovevano gli operatori attorno al veicolo: "Alcuni avevano i calzari, ma non avevano i guanti e viceversa. Era un via vai continuo, come se fosse stato un pullman alle fermate, dove la gente esce ma anche entra". E ricorda la conclusione di quel controllo: "Alla fine uno degli agenti disse: Qui non c'è niente".
In quel momento l'auto di Stasi non era sotto sequestro: "Assolutamente. Fu sequestrata una settimana dopo, sotto la pioggia", conferma Collivignarelli, che aggiunge: "Mi ha colpito il fatto che avessero due sacchi della spazzatura neri, riempiti di cose evidentemente poste sotto sequestro. Li hanno presi e li hanno messi dietro il carro attrezzi che portava via le vetture".