Dopo il ritorno nel Regno Unito, il principe Harry ha spiegato in un'intervista le motivazioni che l'hanno spinto a tornare a casa e del desiderio di riconciliarsi con la Royal Family. "Alcune persone non vogliono che le cose si risolvano. Io voglio che si risolvano. Con tutto quello che sta accadendo nel mondo, la cosa più importante è riconciliarsi: questo è il punto fondamentale", ha dichiarato Harry a GQ. "Le cicatrici rimangono per sempre. Ma ciò che conta è il modo in cui percepisci le cose, il tuo atteggiamento mentale nei confronti di ciò che è accaduto, la capacità di lasciar andare il passato. È qualcosa che incoraggerei tutti a fare", ha aggiunto il duca di Sussex, 42 anni.
Harry si è detto consapevole che il suo allontanamento dalla famiglia reale è un tema che interessa il pubblico. "I disaccordi tra fratelli, i rapporti interrotti tra figli e genitori, oppure tra i figli e uno dei genitori: sono argomenti che emergono continuamente nelle conversazioni con le persone con cui parlo", ha detto il duca di Sussex, che ha spiegato anche le ragioni che l'hanno spinto a tornare nel Regno Unito: "Le opportunità per la famiglia. Poter iscrivere i bambini a una scuola britannica ha significato molto per me. Non sapevo quanto fosse importante per me. Loro (Archie e Lilibet, ndr) ne sono entusiasti e questo sta offrendo loro un'esperienza completamente diversa". Il principe ha poi aggiunto: "Essere tornato, essere più vicino alla mia famiglia e poter rimanere sul suolo britannico per periodi più lunghi, invece che soltanto per qualche giorno o una settimana ogni tanto".
Harry ha anche parlato della salute di suo padre Carlo, dopo la diagnosi di cancro: "Sta migliorando". E ha ricordato sua madre Diana: "Mi piace il fatto che ora riesca, in un certo senso, a portare con me il ricordo di mia madre attraverso il mio lavoro, invece di lasciare che quel ricordo mi appesantisca, mi trattenga o mi faccia sprofondare nel dolore". Infine Harry ha respinto l'idea di voler suscitare la compassione del pubblico: "Di certo non voglio alcuna compassione. Abbiamo ampiamente superato quella fase. Perché? Perché sono un principe. Ho una rete di persone che mi sostengono, ho seguito diverse forme di terapia e ho lavorato su me stesso. Mi chiedo dove sarei oggi se non lo avessi fatto: la situazione potrebbe essere molto diversa".