"Avevo 22 anni, ero nel pieno della mia carriera": Paolo De Chiesa racconta a Verissimo il terribile incidente che ha segnato la sua vita. "Ero andato a trovare la mia ragazza che era a casa di amici, a un certo punto è arrivato un tipo che aveva una pistola. Gli ho chiesto di metterla via, non mi sono accorto che la pistola l'aveva presa in mano la mia ragazza ed è partito un colpo. Un incidente? Un raptus? Non lo so, il grilletto bisogna schiacciarlo. È stata una scena drammatica, un'autentica tragedia. Io sciavo e studiavo Medicina, sapevo che sarei morto in pochi secondi", ricorda l'ex sciatore della cosiddetta Valanga azzurra.
"Invece non sono morto. Quando ho ricominciato a respirare, sono saltato da solo in macchina e mi sono fatto accompagnare in ospedale", afferma Paolo De Chiesa, 70 anni, che ha vissuto un periodo molto difficile dopo l'incidente: "Da quel momento, non sono mai stato come prima. È iniziato l'inferno, smisi di studiare, smisi di sciare. Il mio è stato un miracolo, ho fatto anche fatica a comprendere perché fosse capitato proprio a me".
Paolo De Chiesa decise di non sporgere denuncia e, per tantissimi anni, non ha raccontato l'accaduto: "Mi ritirai dicendo di aver avuto un esaurimento nervoso. Insabbiai tutto, ma alla fine fui l'unico a pagarne le conseguenze. Ho sbagliato a tenermi dentro questo peso per tutti questi anni". A un certo punto però Paolo De Chiesa tornò sugli sci: "Ho capito che non potevo andare avanti così, ho fatto una scommessa come me stesso e ho ricominciato a sciare. Quella è stata la mia Olimpiade".