Si chiama Beatrice, la bimba di due anni morta a Bordighera lo scorso 9 febbraio presumibilmente a seguito di maltrattamenti fisici e psicologici. La madre della bambina, Emanuela Aiello, si trova in carcere con l'accusa di maltrattamenti aggravati.
Sabato 30 maggio 2026 è stato arrestato anche il compagno della donna, Emanuel Iannuzzi, con le medesime accuse.
“Aiuto, mia figlia sta male. Mi sono appena svegliata e l’ho trovata tutta nera. Due giorni fa è caduta dalle scale”.
Secondo gli inquirenti, questa telefonata al 118 sarebbe una delle prime bugie di Emanuela, la mamma 43enne della piccola Beatrice.
Il nuovo compagno della donna, Emanuel Iannuzzi, sarebbe stato complice di presunte violenze fisiche e psicologiche sulla bambina fino al 9 febbraio quando Beatrice avrebbe perso la vita nel casolare dell'uomo a Perinaldo.
La mattina del 9 febbraio, la coppia avrebbe svegliato le sorelline di Beatrice viaggiando in auto da Perinaldo a Bordighera.
Davanti al GIP di Imperia, la mamma di Beatrice ha ribadito la sua versione dei fatti, respingendo ogni accusa. Secondo la difesa, i numerosi lividi riscontrati sul corpo della bambina sarebbero stati causati da cadute accidentali dalle scale.
Sul corpo e sulla testa della piccola sarebbero state riscontrate molteplici lesioni e tracce di sangue dal naso che, secondo il medico legale, potrebbero essere state causate da colpi inferti con oggetti contundenti.
Al termine dell’interrogatorio della donna lo scorso febbraio, è stato disposto il carcere per la donna evidenziando che la sua testimonianza sarebbe smentita dai video degli spostamenti registrati dalle telecamere e dall'analisi di una lunga telefonata al 118.
Ai microfoni di Dentro la notizia, parla la nonna di Beatrice descrivendo i rapporti conflittuali con Emanuela: "Non andavamo d'accordo. Da sempre. Avevamo sempre paura perché magari dava una spinta".
La nonna definisce la mamma di Beatrice come una persona aggressiva: "Andavamo solo quando aveva bisogno di soldi. Davamo i soldi perché mio figlio non c'è e bisogna dare qualcosa per andare avanti. Il dispiacere per tutto. Per la bambina e per lei anche, perché lei non era cattiva di animo. Solo che era così. Quando penso a questa bambina mi viene un magone. Era una bambina d'oro".
Il nonno materno di Beatrice commenta le indagini a Dentro la Notizia: "Mi aspetto che chi ha sbagliato paghi, punto. Anche se fosse mia figlia. Non avevo mai visto lividi su Beatrice, perché quando sono successe queste cose mia figlia non era a casa mia”.
Riguardo le sorelle di Beatrice, il nonno aggiunge: "Non mi hanno mai detto nulla perché le cose sono successe in una settimana, 10 giorni, che non ci vedevamo noi. Lui impediva ai bambini di parlare e anche a mia figlia, le impediva tante cose, la minacciava, le diceva: Se parli uccido te e la tua famiglia".
A Morning News, interviene l'avvocato di Maurizio Rao, padre di Beatrice: "Ha espresso il suo orrore per quello che hanno fatto alla bambina. La bambina è stata uccisa con modalità bestiali. Ci aspettiamo dalla madre che dica la verità. Da lui non ci aspettiamo nulla. Nel periodo in cui Maurizio era fuori, nessuno aveva attenzionato nulla".
Mercoledì 3 giugno 2026 si svolgeranno gli interrogatori di convalida dell'arresto di Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi. Entrambi si trovano già in carcere e sono indagati in concorso per maltrattamenti aggravati.
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