"Vorremmo solo vivere in pace, questa è la verità". A Dentro la notizia parla per la prima volta Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime Antonella Di Ielsi e Sara che sarebbero morte per avvelenamento da ricina lo scorso dicembre, durante le festività natalizie.
Al centro dell'inchiesta ora ci sarebbe il telefono cellulare di Alice, figlia e sorella delle vittime, acquisito dagli investigatori per un'analisi forense completa. Gli inquirenti starebbero esaminando l'attività degli ultimi cinque mesi, incluse chat, email, geolocalizzazione e commenti sui sanitari che hanno trattato la famiglia.
L'attenzione si starebbe concentrando in particolare su alcune note scritte dalla ragazza riguardanti i pasti consumati tra il 22 dicembre e il giorno di Natale. Gli investigatori vorrebbero determinare se Alice abbia annotato questi cibi prima o dopo il decesso della madre e della sorella, e soprattutto il motivo dietro questa documentazione.
Il 26 dicembre, inoltre, Antonella e Sara avrebbero ricevuto cure a domicilio tramite flebo somministrate da un infermiere amico della famiglia. Resta da chiarire perché, dopo queste infusioni endovenose, le loro condizioni siano precipitate nuovamente fino alla morte.