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LE PAROLE17 febbraio 2026

Famiglia nel bosco, lo psichiatra: "I bambini stanno male"

A Dentro la notizia un'amica di Catherine Birmingham descrive i bambini "cambiati tantissimo" nella casa famiglia, mentre il professor Cantelmi sostiene che il servizio sociale non abbia fatto una mediazione né psicologica né linguistica con la famiglia
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Un'amica di Catherine Birmingham e il professor Antonino Cantelmi, psichiatra psicoterapeuta che ha analizzato una vasta documentazione sui bambini della famiglia nel bosco, parlano a Dentro la notizia delle condizioni dei tre minori nella casa famiglia di Vasto.

Il professor Cantelmi spiega di aver consegnato al tribunale documentazione sui bambini: "Noi abbiamo presentato una serie di fotografie e di audio e di disegni dei bambini al tribunale. Fanno parte di una più ampia raccolta di materiali. Pensiamo che la narrazione di Catherine sia attendibile, è molto documentata. Questi bambini stanno male".

Lo psichiatra valuta così la situazione: "Il danno che stanno subendo sembra essere molto superiore a ciò che si voleva riparare. Penso che aver stabilito di sottrarre i genitori a questi bambini si sta rivelando più dannoso di ciò che volevano riparare. E io credo che il dolore sia invisibile solo al servizio sociale".

Antonino CantelmiAntonino Cantelmi

Sulla questione della legalità della struttura, Cantelmi precisa: "La struttura non sta facendo nulla di illegale, nulla di illecito. Io non penso questo".

Il professore individua nel servizio sociale le principali responsabilità della vicenda: "C'è stata una grande incomprensione. Il servizio sociale è stato presente pochissimo, ha fatto pochi incontri e non ha fatto una mediazione psicologica, ma neanche linguistica. È stato tutto fatto in maniera, a mio parere, non completa, non sono stati capaci di entrare in relazione con questa famiglia che poi si dimostra una buona famiglia, non ci sono maltrattamenti, non c'è nessuna necessità di sottrarre questi bambini. È stato deciso così. Benissimo, però oggi ci rendiamo conto che forse dobbiamo fare un passo indietro perché il danno attuale è superiore a ciò che si voleva riparare".

L'amica di Catherine descrive il rapporto con la famiglia prima dell'allontanamento: "Ci conosciamo da quando loro sono venuti ad abitare qui vicino. Un'amicizia unica, anche perché i bambini venivano qua, la mamma li accompagnava a giocare con noi, abbiamo fatto la raccolta delle olive insieme e siamo stati bene, si sono divertiti con i bambini a giocare a nascondino sugli alberi".

La donna racconta di visitare i bambini ogni settimana nella struttura: "Sono cambiati tantissimo. Il maschietto non riesco più a vederlo. Lui non si avvicina, ha paura di tutto e di tutti. Con i bambini ci si salutava con il batti cinque. Loro adesso sono molto più nervosi. Loro stanno soffrendo tantissimo perché gli manca il loro ambiente, gli manca la loro famiglia, la mamma, il papà soprattutto e tutti i loro animali che hanno qui. Si mangiano le mani, sono molto nervosi".

Sulle condizioni di Catherine, l'amica aggiunge: "Sta soffrendo terribilmente. La vedo anche dimagrita e non è la Katherine sempre allegra, sorridente che conoscevo. Spero che escano il più presto possibile perché in altri due mesi chiusi là dentro, secondo me i bambini cambieranno radicalmente".

La vicenda della famiglia nel bosco ha avuto inizio nel settembre 2024, quando un'intossicazione alimentare da funghi ha portato all'intervento dei carabinieri e a una segnalazione ai servizi sociali. Il 20 novembre 2024, il tribunale dei minori ha sospeso la responsabilità genitoriale e disposto il trasferimento dei tre bambini in una casa famiglia a Vasto. Nel dicembre 2024, la Corte d'Appello ha rigettato il ricorso per il ricongiungimento familiare. I genitori hanno denunciato l'assistente sociale titolare del caso per "mancata imparzialità". La famiglia è in attesa degli esiti definitivi della perizia psichiatrica che deciderà il futuro dei tre minori.

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