Nel corso della puntata di È sempre Cartabianca di martedì 16 giugno, Roberto Vannacci torna a parlare di femminicidio dopo le parole dette sul tema all'assemblea costituente del suo partito Futuro nazionale. "Perché non riconoscere un reato come il femminicidio che tutti i giorni ne sentiamo parlare diffusamente nel nostro Paese?", chiede Bianca Berlinguer all'ex generale in collegamento.
"Sono marito, di mia moglie, e padre di due figlie e le confermo che, a mio parere, il femminicidio non esiste e non deve esistere - risponde Roberto Vannacci - È un'aberrazione giuridica perché un reato non può essere più o meno grave a seconda del sesso, del colore della pelle, della religione o dell'orientamento sessuale di chi lo subisce o di chi lo commette".
"Per altro, l'omicidio, il fatto essere di perpetrato in ambiente familiare, la premeditazione e i futili motivi consentono già di erogare il massimo della pena a chi perpetra questo orrendo reato - prosegue Vannacci - Come nel caso Turetta, che è avvenuto prima che il femminicidio venisse inserito nel codice penale. Per altro, questo reato di femminicidio, da quanto è stato introdotto, non ha portato nessun decremento della violenza degli uomini nei confronti della donna. Questa è una deriva gramsciana che vuole usare il diritto penale per creare un nuovo senso comune".
"Neanche la pena di morte è un deterrente eppure ci sono paesi che la utilizzano lo stesso - replica Bianca Berlinguer - Non è che introdurre il reato di femminicidio è stato fatto perché funziona come deterrente, è stato fatto per un criterio di giustizia, tant'è che è stato fatto all'unanimità".
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